Chiese, Monumenti e Piazze

Se sei di Retorbido, ci abiti o ci sei venuto per caso, lasciando la strada Bressana-Salice Terme dalla rotatoria, incuriosito dalla visione di un castello, se hai piacere di conoscere la storia del nostro paese, siamo lieti di accompagnarti in un percorso semplice, ma suggestivo e ricco di memorie del passato.

Ti accoglierà un ridente sfondo di colline, le propagini dell’Oltrepò Pavese.
Retorbido, da paese prettamente agricolo fino agli anni ottanta, si è trasformato, per attività diverse dei suoi abitanti, in paese residenziale: almeno quattro zone intorno al centro sono state edificate, ma alcuni edifici importanti sono stati mantenuti e valorizzati.

La scultura del maestro Marco Lodola, inaugurata nel 2011, raffigurante Re Alboino, ti dà il benvenuto e ti dice che Retorbido dedica il suo carnevale, con il polentone, a Bertoldo.

Re Alboino


L’avvocato Agostino Guardamagna, retorbidese, residente qui dall’infanzia, si è affezionato alle storie di questo personaggio, che pare sia nato a Ca’ Bertuggia, divenendo giullare di corte di Re Alboino nel x secolo. Il re lo incontrò durante una battuta di caccia in queste zone; lo trovò astuto e spiritoso, e lo invitò a corte (non ci sono fonti che permettano di provare questa storia, ma attorno alla figura del villano sono nate molte leggende). L’avvocato Guardamagna ha fatto rivivere questo personaggio nelle sue opere letterarie e nell’arte che ha regalato alle strade e alle piazze di Retorbido.

La stazione ferroviaria della ferrovia Voghera-Varzi, inaugurata il 25 dicembre 1931, concluse la sua attività nel luglio 1966; fu smantellata nel 1969. Oggi è stata acquistata da privati ed è diventata una villa residenziale.
il comune ha realizzato nelle adiacenze un campo sportivo e un centro sportivo per organizzare manifestazioni con le associazioni.
Sul tracciato della ferrovia, nel 2008, e’ stata edificata una pista ciclabile tra i comuni di Retorbido, Codevilla e Rivanazzano.

Parco caduti. Costruito dopo la prima guerra mondiale, è stato denominato “Parco della rimembranza”: su ogni albero c’era una targa che recava il nome di ogni caduto. Negli anni trenta fu costruito il monumento dei caduti con la lapide che testimoniava i nomi dei soldati morti in battaglia; a questi nomi si sono aggiunti quelli dei soldati morti nella seconda guerra mondiale.

Parco dei Caduti

Cantina sociale. Fu fondata nel 1907: ebbe un periodo di grande espansione e importanza; fu chiusa nel 1989; per i pochi produttori di uve oggi è disponibile la cantina “Torrevilla”, con sede a Codevilla e Torrazza Coste.

Cantina Sociale

Piazza Roma. Ha sede qui il Palazzo Comunale. Dai pochi documenti custoditi in archivio si è dedotto che fu adibito a questo scopo già in era napoleonica. Nel 1851 l’ingegner Seggiani approvò lavori di ristrutturazione: per molti anni vi ebbero sede la farmacia, l’ufficio postale, la pesa pubblica, la scuola elementare. Durante il periodo fascista fu spostato il suo ingresso sulla piazza, con doppia scalinata esterna. Nel 1980 fu demolito questo ingresso e ripristinato l’ingresso originale su via Voghera. Ha ancora sede qui l’ufficio postale. E’ ben visibile sulla piazza la scultura in bronzo che riproduce Bertoldo con il suo asino, opera dello scultore Pietro Leddi: l’opera è stata inaugurata nel 2009.

Piazza Roma
Palazzo Comunale

San Rocco. L’oratorio costruito nel XVII secolo, in onore del santo che protegge dalla pestilenza; durante la peste del 1695 anche in paese si verificarono casi di morte. La chiesa per necessità fu adibita a lazzaretto.

San Rocco

Scuole elementari. Sul terreno della famiglia Angelo Merli, nel 1916 iniziarono i lavori per la costruzione delle scuole. Per esigenze legate alla guerra, i lavori furono sospesi e le scuole elementari vennero adibite a ospedale militare, durante la prima guerra mondiale. Oggi hanno sede qui la scuola materna e quella elementare.

Scuole elementari

Teatro sociale. Edificato nei primi del novecento, fu sede della “Società di mutuo soccorso”. Fu utilizzato per decenni per tutte le manifestazioni culturali (balli, operette, concerti, teatri, cinema, giochi, riunioni). Ristrutturato negli anni ottanta, oggi ospita una sala per le manifestazioni, l’ambulatorio medico, l’ufficio tecnico comunale, la biblioteca.

Teatro sociale

Nella piccola piazza che si trova davanti al teatro, c’è un’altra scultura di Piero Leddi, “La Contadina”, ispirata all’opera “quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo; rappresenta Margolfa, la moglie di Bertoldo. L’opera, donata dall’avvocato Guardamgana fu inaugurata il 18 maggio 2013.

La Contadina

Piazza risorgimento. In questa piazza è collocato un altro monumento dedicato a Bertoldo, dono dell’avvocato Guardamagna. “Il volo di Bertoldo”, libera interpretazione dell’artista michele Ciacciofera, è ispirato alla rivisitazione di un episodio dell’opera di Giulio Cesare Croce. L’opera è stata inaugurata il 12 ottobre 2014.
Piazza risorgimento è ora arricchita da piante che danno frescura, ma fino agli anni sessanta era delimitata dalle mura dell’azienda Marchese Negrotto e adiacente alle mura era presente un vascone ed una fontana per viandanti.

Il volo di Bertoldo

Il Palazzo dei bagni, ora ristrutturato a condominio, era il palazzo dei bagni termali, dove confluivano le acque sulfuree delle fonti.

Palazzo dei bagni

Via Coriassa. Attualmente è sede dell’asilo e sede degli alpini. L’edificio ha una lunga storia: con la morte di Don Aloisio Berri, che lo lasciò ai Salesiani, le suore salesiane di Madre Maria Mazzarello vi presero dimora e vi rimasero fino al 1996. Era adibito ad asilo, scuola di cucito per le giovani e a oratorio per tutti quelli che si sentivano in sintonia con lo spirito salesiano.
Sul tetto dell’edificio fu collocata la statua di Maria Ausiliatrice, in occasione del 70° anno di fondazione dell’Opera salesiana; l’opera fu iniziata dall’allora direttrice, Suor Maria Gandolfi, che si avvalse della collaborazione della Pro Loco e del contributo dei tanti retorbidesi che fecero donazioni. La statua si trova tuttora sull’edificio, a protezione dei retorbidesi.

Asilo

Via Paolo Meardi. Fu “costruita”, se così possiamo dire, tra il 1894 e il 1895. Il torrente Rile attraversava il centro del paese; in seguito all’ennesima alluvione che aveva provocato danni e fatto vittime, l’amministrazione comunale decise di porre rimedio: l’ingegner Meardi progettò di deviare il corso del torrente verso una zona denominata “marea”; fu scavato l’alveo e poi deviato il torrente. Nell’alveo del torrente fu costruita la strada principale del paese e prese appunto il nome dell’Ing. Meardi che l’aveva progettata.

Chiesa di S. Andrea. si instaurò presso questa chiesa la prima comunità di retorbido. La chiesa fu realizzata in stile romanico; Federico Barbarossa la cedette alla curia tortonese. Nel 900, aveva annesso un piccolo cimitero; rimase parrocchia fino al XVII secolo. Subì varie trasformazioni, ma ha ancora oggi un affresco eseguito dal Legnani nel 1853, un altare importante, un campanile con campane antiche e un coro ligneo recentemente restaurato.

Chiesa S. Andrea

Chiesa parrocchiale. Adibita a culto e dedicata alla Madonna del Rosario, fu utilizzata privatamente dai padroni del palazzo (fu dichiarata chiesa parrocchiale nel 1658 e dedicata a maria nascente). Esternamente presenta una importante facciata ed un porticato a cinque colonne che da’ accesso alla chiesa, un palco privato per assistere alle funzioni in modo riservato. Negli anni 1936/38 il canonico Don Canepa riedifico’ un nuovo campanile e amplio’ la chiesa.
Nel 1956/57 l’arciprete Don Angelo Cristiani curo’ i lavori di decorazione eseguiti dal decoratore Fedele Martinelli e dal figurista Carlo Morgari. All’interno e’ custodita una Madonna Addolorata Lignea di gran pregio. Il prevosto Don Franco Bolzo ed il priore avv. Francesco Meardi nel 1855 contattarono lo scultore Luigi Montecucco di Gavi Ligure, l’opera fu realizzata e dipinta dal fratello Francesco, fu collocata in chiesa il 1 gennaio 1857.

Chiesa Parrocchiale

Il palazzo dei Marchesi Negrotto Cambiaso Giustiniani Pallavicini è prospiciente alla chiesa parrocchiale; di fattura neoclassica del XVII secolo fu per molti anni di loro proprietà. Federico Barbarossa nel 900 cedette ai primi feudatari (Corti, Dal Verme, Beccaria, Negrotto) i terreni. Successivamente tutte le attività della Marchesa Carlotta Adorno passarono ai due figli Giacomo e Marcello che costruirono le Cantine Adorno. Sono ubicate nel vecchio cortone, tutta l’area e’ stata scavata e sotto vi sono le cantine per l’invecchiamento del vino. Sono munite di impianti moderni di trasformazione e imbottigliamento di uve pregiate, producono vini DOC e DOCG, viene effettuata sul posto la vendita diretta del vino stesso.
Avvengono manifestazioni di cantine aperte con degustazione.
l’ingresso e’ posto sulla circonvallazione del paese (la scrosia).

Il palazzo dei Marchesi Negrotto Cambiaso Giustiniani Pallavicini
Settembre: 2020
L M M G V S D
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  
torna all'inizio del contenuto
torna all'inizio del contenuto